coup de coeur


solo ieri non ti conoscevo nemmeno.
solo ieri ti facevo i grattini sul naso.
solo ieri ti ho messo in una scatola di cartone vicino al termosifone.
solo ieri ti ho dato una vecchia canottiera di lana perché ti tenesse caldo.
solo ieri, ma è già oggi.

ciao ‘spino.

sul lettino

sul lettino dell’estetista tra uno scrub ed un massaggio olistico, quasi in totale ed assoluto relax, e prima di essere incartata nel cellophan, sento lo squillo di un cellulare.
all’improvviso una voce di uomo che dice: “sì, sono qui all’axa, a farmi le mani”.

a farti le mani?
dalla mia estetista?

insomma, proprio non li sopporto più questi signori uomini che vengono nei NOSTRI centri estetici a farsi la ceretta, le sopracciglia, le mani!!!
dove sono finiti quei tempi in cui si poteva circolare liberamente per il centro estetico in mutande se ci scappava la pipì senza dover incontrare qualche barbuto con la maschera per il viso?

cari uomini, a quando i primi centri estetici al maschile, o dovrò spingermi anch’io a farmi la tinta dal barbiere?
e, soprattutto, a quando le prime sedute anticellulite e la ricostruzione delle unghie con il gel?

sapori e profumi di una volta

tornando a casa per pranzo ascolto alla radio un programma che parla di un libro sulla cucina nel cinema.
la mia mente vaga, annusa, ricorda.
ritorna a profumi passati, a sapori mai dimenticati, a colori nitidi nella mia memoria.
la mia mente assaggia di nuovo il risotto alla milanese e le patatine fritte di nonna irene, il purè e gli involtini al sugo di nonna gina, le melanzane sottolio e le cipolle al forno di papà.
mi sembra davvero di sentirne i profumi e di percepirne i sapori.
quando arrivo a casa e apro la porta il profumo di pane caldo mi avvolge, e per un momento sono sorpresa.
poi mi ricordo della macchina del pane, e torno alla mia insalata con un po’ di malinconia mista a felicità.

macarone?

pare che siano sempre più numerosi i genitori che chiedano di escludere i propri figli dal programma
menù etnico istituito dal comune di roma nelle mense scolastiche della città.
menù che dovrebbe essere servito 1 volta al mese, non tutti i giorni!
ma in fondo è giusto, rimaniamo nel nostro piccolo piccolo mondo.

che barba, che noia

che barba che noia.
uffa, questo snobismo radicalintellettuale, quant’è banale.
adesso per non essere out bisogna dire che la fontana di trevi rossa è più bella.
perché è arte, perché è un’azione futurista, perché blablabla…

a me non piace.
il rosso stufa, non è acqua, sembra sangue.

è stata bella la sorpresa (e solo dopo aver saputo che la fontana non correva alcun rischio di essere rovinata),
ma poi basta.

sì a giochi di luce, di tutti i colori del mondo: verde, arancio, giallo e ciclamino.
no a ad un colore che di cristallino non ha nulla.

e poi, anita ekberg ci si sarebbe mai bagnata se l’acqua se fosse stata rossa?
che dolce vita sarebbe stata?

balla balla ballerina

riprendo da jungle, che riprende da rafaeli che riprende da dave (e tutti riprendono dall’herald tribune)

c’è chi la vede girare in senso orario* e chi in senso antiorario**.
e poi c’è chi, se si concentra, riesce a vederla girare in entrambi i sensi.

* chi usa prevalentemente il lato destro del cervello
competenze del lato destro: sensazioni, attenzione al quadro generale, immaginazione, simboli e immagini, presente e futuro, filosofia e religione, intuito, fede, valutazione, percezione dello spazio, conoscenza della funzione degli oggetti, fantasia, possibilità, impeto, senso del rischio.

**chi usa prevalentemente il lato sinistro del cervello
competenze del lato sinistro: logica, attenzione ai dettagli, fatti, parole e linguaggio, presente e passato, matematica e scienza, comprensione, sapere, conoscenza, percezione di ordine e struttura, conoscenza dei nomi delle cose, realtà, strategia, senso pratico, prudenza.

in fila per sei

oggi a votare, in una sede della margherita del quartiere trieste, c’era un po’ di tutto.
a tutti sono toccati di media almeno 45 minuti di attesa: ai più fortunati 30, agli altri anche un’ora.
in fila c’erano un gruppo di ragazzi con un cane, una coppia che si era recata in una sezione a caso (senza sapere che si poteva votare solo in quella di appartenenza), una signora uscita di casa senza portafoglio che è stata lasciata votare anche senza versare 1 euro, tante coppie di tutte le età, qualche signora sola e margherita buy.
diciamo che regnavano disorganizzazione e serenità.
abbiamo autocompilato divisi in gruppetti da sei i fogli con i nostri dati e con gli estremi dei documenti, abbiamo avuto come ricevuta per l’euro versato un fogliettino fotocopiato della grandezza di un biglietto del cinema degli anni 70 e abbiamo votato seduti in tavolini da bar riparati da paraventi di cartone grandi come un foglio A4 su schede grandi come un foglio A4 con pastelli a cera come quelli delle elementari.
il capo del governo ha detto che con l’affluenza sono state superate le più rosee previsioni.
speriamo che per la prossima volta siano un po’ più ottimisti nelle previsioni, così magari faremo una fila più rapida :-)