trash(ma si pronuncia très)chic

il pugile clemente russo, medaglia d’argento a pechino e concorrente del reality la talpa, sposa la judoka laura maddaloni.
pare che prima delle nozze avesse dichiarato: “sarà un matrimonio molto chic, all’insegna della luminosità ed energia!”
che qualcuno tiri fuori il galateo perché sento un irrefrenabile impulso a ripassare: devo aver saltato il capitolo sull’eleganza!

ho sempre pensato che la notte in tivù trasmettano programmi molto più interessanti e illuminanti di quelli che normalmente vanno in onda in prima serata, peccato che quasi sempre il mio bioritmo spenga le mie attività cerebrali in concomitanza con la conclusione della prima serata.
qualche notte fa ne ho avuto la conferma: mi aggiravo per il soggiorno in preda ad un insospettabile iperattivismo di fine giornata stendendo i panni, sparecchiando la tavola e guardando con un occhio la storia siamo noi di giovanni minoli su raidue. era la puntata su gianluca pessotto e sul suo tentativo di suicidio, la trasmissione è ben fatta e così, nonostante l’ora tarda, sono rimasta incollata alla televisione. ma non è di questo programma che voglio parlare, anche se è a causa sua se sono rimasta in piedi fino a mezzanotte! quand’è finita la puntata è iniziato un altro programma, magazine sul due, che invece non avevo mai visto prima: si tratta di un insieme di piccoli servizi giornalistici su notizie di costume poco note, tendenze sociali, artistiche e culturali.
tutta questa lunga premessa per dire che sembra che l’ultima novità modaiola sia quella dei tavoli sociali; in pratica tu vai in un ristorante di un certo tono e anziché avere il tuo tavolino per due, per tre o per quattro persone o per quanti sei, ti mettono allo stesso tavolo con gente che non conosci e che non hai mai visto prima. sembra proprio che sia l’ultima frontiera della socializzazione e che da milano a new york (dove nel locale di philippe starck, dal quale si narra sia partita la moda, la gente è disposta a lunghe attese e a pagare cifre esorbitanti pur di sedere al fianco di attori, modelle e fotografi) la tendenza si stia propagando a macchia d’olio. a roma ha già preso piede da le pain quotidien, un locale in via tomacelli regno del brunch e al pigneto, uno dei quartieri in maggior fermento nella città eterna, dove il ristorante primo al pigneto tra una menzione su il gambero rosso e l’altra mette allo stesso tavolo professionisti, pseudoartisti, cinematografari e persone desiderose di passare una serata diversa. sembra proprio che quest’ultima moda tanto di moda fosse in uso già almeno vent’anni fa quando, non tanto per tendenza quanto piuttosto per necessità di spazio, se andavi a mangiare una pizza da baffetto a via del governo vecchio non avevi altra alternativa, per riuscire a sederti, se non quella di condividere con altre coppie lo stesso tavolo rotondo: ma allora altro non era che una scelta economica!

più bianco non si può

sembra proprio che il bianco sia tornato di moda, io e chiccuz ne parlavamo proprio ieri. una volta il bianco era uno dei pochi colori possibili: era sempre disponibile, costava di meno, non c’erano lunghi tempi di attesa per la consegna. poi tutte le case automobilistiche, perché di auto stiamo parlando e non di abiti da sposa, si sono sbizzarrite a produrre carrozzerie con tutti i colori dell’arcobaleno, dall’arancio egoista al verde ramarro, anche se è triste (il colore!) ammetterlo, il grigio metallizzato ha sempre avuto il sopravvento. chiamiamolo grigio argento, grigio boreale, grigio perla o grigio topo, sempre grigio è: quel colore triste e impersonale, quel non colore che mette al sicuro da qualsiasi scelta troppo azzardata, quel colore che si sceglie quando non si ha voglia di scegliere: poco impegnativo e che va su tutto.
ma il bianco…ah, il bianco! il colore delle prime cinquecento, la bianchina…e poi vuoi mettere il costo della vernice in caso di tamponamento? pensare che quando uscì la twingo in italia per le prime due versioni il colore bianco non lo producevano nemmeno!
e adesso, già da un po’ a dire la verità, ricominciano a vedersi parecchie auto bianche; proprio oggi ne ho incrociata una, bmw serie quattro cinque o sei fresca di concessionario, con tamarro incluso in perfetto stile: quindi ormai è moda.
naturalmente, sono pronta a scommetterci, saranno già pronti chili di vernici biancopanna, biancolatte, biancoiridescente, biancoluminoso, biancoperla, bianconeve, biancoavorio, biancopiùbianco, biancoscuro e bianco metallizzato e milioni di brochure pubblicitarie per convincerci che andare in bianco è bello.

nostra signora di glamour (ovvero sogno di una notte di fine estate)

esiste e veglia su di noi.
dopo aver assistito impotente all’invasione delle teutoniche birkenstock,

un tempo ad uso esclusivo di studenti di matematica, fisici, scienziati e filosofi unpo’artistieunpo’poeti, ma ormai (ahimé) da alcuni anni ai piedi dei più, non ha potuto sopportare l’ultimo colpo.

l’estate 2007 ha visto l’invasione di quegli orridi zoccoli di gomma multicolore di importazione soapospedaliera: le crocs.

sono state avvistate ai piedi di politici, bambini, pseudovip, casalinghe di voghera e non, bagnini e forse anche di qualche prete.
sono state abbinate a costumi da bagno, jeans, abiti da sera e persino a vestiti premaman.

ma ora, nostra signora di glamour, si può godere la sua rivincita e a chi ne magnificava la comodità e la leggerezza dire finalmente: non solo sono brutte, ma sono anche pericolose!

nostra signora di glamour (ovvero sogno di una notte di fine estate)

esiste e veglia su di noi.
dopo aver assistito impotente all’invasione delle teutoniche birkenstock,

un tempo ad uso esclusivo di studenti di matematica, fisici, scienziati e filosofi unpo’artistieunpo’poeti, ma ormai (ahimé) da alcuni anni ai piedi dei più, non ha potuto sopportare l’ultimo colpo.

l’estate 2007 ha visto l’invasione di quegli orridi zoccoli di gomma multicolore di importazione soapospedaliera: le crocs.

sono state avvistate ai piedi di politici, bambini, pseudovip, casalinghe di voghera e non, bagnini e forse anche di qualche prete.
sono state abbinate a costumi da bagno, jeans, abiti da sera e persino a vestiti premaman.

ma ora, nostra signora di glamour, si può godere la sua rivincita e a chi ne magnificava la comodità e la leggerezza dire finalmente: non solo sono brutte, ma sono anche pericolose!