Il giorno che non c’è

Nel giorno che non c’è
La Luna sorride
Giove e Venere le fanno da sentinelle luminose
le Pleiadi si congiungono a lei danzando nel cielo.

Nel giorno che non c’è
nasceva duecentoventi anni fa Gioacchino Rossini,
e forse da qualche parte nel mondo,
c’è ancora oggi
una gazza ladra, oppure un barbiere,
che canta, in un crescendo rossiniano,
il suo amore per la Luna.

Nel giorno che non c’è
c’è qualcuno che nasce,
qualcuno che muore,
qualcuno che si innamora,
qualcuno che parte per la Luna.

Ma forse, tutto questo,
tra un anno,
oppure semplicemente domani,
non sarà mai successo.



…e poi ce n’è un altro in cui

il raffreddore ti rintrona, la tosse comincia ad affacciarsi malignamente, qualche linea di febbre si affaccia timidamente, la cervicale decide per non sentirsi sola di partecipare anche lei alla festa e le mestruazioni ti danno il colpo di grazia…

C’è per caso qualcuno che vuole pestarmi un piede?



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C’è un giorno

in cui, uscendo dall’ufficio oppure da casa, oppure scendendo dalla macchina, all’improvviso si spande nell’aria il profumo delle mimose che annunciano e lasciano presagire l’arrivo della primavera.

Quel giorno è stato ieri, come dal nulla, nel buio della sera le ho sentite. Sono arrivate. Finalmente sta arrivando.