Presenzassenza.

Oggi sarebbero stati centoquattro, età alla quale nessuna persona ragionevole avrebbe mai potuto pensare.
Ma anche centouno sono un’età alla quale nessuna persona ragionevole avrebbe mai potuto pensare, centouno anni di te, che fanno di questi ultimi tre senza le nostre vite molto più vuote, ma anche talmente piene e ricche di tutto quello che c’è stato prima, che oggi, nonostante tutto, non possiamo fare a meno di sorridere e ricordarti con il cuore pieno di amore. E lasciarti vivere in noi.

Una canzone per te.

È dalla mezzanotte di oggi che cerco di non pensarci, da quando il suono delle email mi ha avvisato che ne era arrivata una.
Mi alzo per abbassare il volume e vedo che è una email della Zone.
Ma chi accidenti è, penso, che scrive in Zone a mezzanotte?
E poi vedo che è il reminder del tuo compleanno, che mi ricorda che se solo tu fossi ancora qui con noi oggi avresti compiuto sessantacinque anni, e che ti avremmo preso in giro dandoti del vecchietto e che tu ci avresti messo a posto con una delle tue battute sagaci, o forse, come scrive Carlo ci avresti detto che i sessantacinque anni sono una figata, ma faccio finta di non pensarci e vado a dormire.

E ora, che le email continuano ad arrivare alla spicciolata, che sono qui, con la solita accoppiata vincente, due dita di vino rosso (no che non sono un’alcolista, ho appena pranzato!) e un ricordo ingombrante che non accenna ad occupare meno spazio, penso a te.

Ecco, le solite lacrime e una canzone per te.

laPitta

Meno male che c’è il Profiterole.

Orecchie otturate da una settimana, aerosol con Flumucil antibiotico e Efferalgan, cervicale trattata questa mattina con Oki.
Può bastare?
Pensare che sembra ieri che avevo vent’anni, e come diceva sempre nonna Gina, ero un grillo!

[edit] Dimenticavo: ilChicco russa già da almeno un’ora sul divano, tutt’uno con Emma.

metti una sera alla spa

regalo di compleanno a sorpresa venerdì sera.
il chicco mi telefona nel pomeriggio e mi dice:
- questa sera alle nove meno un quarto dobbiamo essere all’eur, fatti trovare lavata e stirata.

- stasera? – dico io – ma come, mi avevi detto che il mio regalo non sarebbe arrivato oggi…

- era solo per disorientarti un po’ – mi risponde lui.

- ma che cos’è? dove andiamo? che facciamo?
(il panico comincia lentamente ad impossessarsi di me)

- non ti preoccupare – mi risponde – andiamo in un posto, mangiamo anche qualcosa lì, ma non è quello il regalo.

mi lascia un po’ disorientata: il venerdì sera l’unico desiderio che in genere mi attraversa la mente, dopo essere uscita dall’ufficio alle 18,30, è quello di arrivare a casa, mettermi in pigiama e buttarmi sul divano.
poi magari, verso le 21/21,30, riemergere dal torpore e cucinare qualcosa.
poi il nulla fino al sabato mattina quando, ricaricata di nuove energie, magari non prima delle undici e trenta, possibilmente, sono pronta ad affrontare il week end.

ma a questo punto il programma è stravolto e subentra una certa curiosità: ma dove mi porterà?

“lavata e stirata”: oddio ho i capelli del venerdì sera, non dovrò mica lavarmeli!

insomma, inizio a cercare di indovinare, finché una lampadina si accende nella mia testolina pigra: ma come si chiamava quel posto di cui vediamo sempre il cartello pubblicitario sulla colombo? che cos’è, un centro estetico? un centro benessere?

inizio a digitare freneticamente su google, ma niente.
poi si accende un’altra lampadina e digito la parolina magica: hammam!

eccolo il marchio sul cartello, lo riconosco, è lui!

però…chiude alle ventuno…allora non è lui…però sono quasi convinta che l’idea sia questa…

nel frattempo s’è fatta l’ora, torno a casa.

rinuncio all’idea di lavarmi i capelli (sono troppo stanca e in fondo sono ancora presentabili), ma quando arriva chicco, che cerca in tutti i modi di farmi dire quale idea mi è venuta, senza cedere gli faccio solo una domanda strategica e provocatoria: ma che mi devo lavare i piedi?

alle 20,30 siamo già all’eur e ha abbiamo già parcheggiato la twingo: siamo davanti a miwa!

alle nove in punto tutto comincia:
due ore e mezzo in cui la spa è aperta solo per noi!
due ore e mezza di hammam, doccia emozionale, scrub, idromassaggio e massaggio con l’olio di argan.
e poi ancora: area relax con sushi, champagne, dolcetti e un coloratissimo mazzo di fiori.
due ore e mezzo nella moonlight suite: sembra di essere veramente in un hammam turco e invece siamo ad un passo da casa.
ed io che non amo le sorprese: ma come già sa la prossima volta me la godrò ancora di più!

quarantaquattro gatti

Nella cantina di un palazzone
tutti i gattini senza padrone
organizzarono una riunione
per precisare la situazione.

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Loro chiedevano a tutti i bambini,
che sono amici di tutti i gattini,
un pasto al giorno e all’occasione,
poter dormire sulle poltrone!

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Naturalmente tutti i bambini
tutte le code potevan tirare
ogni momento e a loro piacere,
con tutti quanti giocherellare.

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Quando alla fine della riunione
fu definita la situazione
andò in giardino tutto il plotone
di quei gattini senza padrone.

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

che c’entra?
c’entra, c’entra…:-)

domani è già lunedì

volevo raccontare delle due feste di compleanno di ieri, quella di pietro che ha compiuto un anno e quella di cristina che ne ha fatti 42 di più.
poi della twingo che continua ad accendere spie rosse, manco fosse un albero di natale, e del traffico delle cinque del pomeriggio di ieri sull’aurelia che mi ricorda sempre di più di quanto sia bello vivere a roma ma non proprio dentro roma.
di colpo d’occhio che abbiamo visto stasera al cineland che non mi ha convinta proprio per niente e della lunga dormita che ho fatto dall’una di ieri sera alle due del pomeriggio di oggi: era da tempo che non dormivo così beatamente.
ma è già tardi e domani è lunedì, quindi me ne vado a dormire (di nuovo!).