Ciao Pepe

Dopo aver raccontato qui spesso le tue avventure, le tue scalate al mio terrazzo noncurante del fatto che Emma e Priscilla non ti volessero, dopo avermi fatto sobbalzare nel cuore della notte o la mattina all’alba, dopo averti tolto una lucertola dalla bocca, dopo averti visto cacciare farfalle e cavallette e accarezzato e preso in braccio anche quando chissà come eri tutto sporco e unto di grasso… beh, un ultimo post tutto tuo te lo dovevo.

Odio le auto e anche voi, stupidi gatti, che siete tanto intelligenti ma non avete ancora imparato ad attraversare la strada.
Ciao piccolo Pepe, mi mancherà il tuo musetto malandrino.

Pepe

 

In due sul divano.

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia la zampina.

Mentre io leggo «Vita e destino», Emma dorme beatamente (russa, persino, evidentemente per restare a tema).
Ogni tanto, goduriosa, allarga le dita della zampa posteriore, senza che questo modifichi di nulla la sua posizione a ciambella.
Non so quale sarà il mio destino, ma so per certo che la sua è una gran bella vita.

Le mirabolanti imprese di Pepe.

Acquistati due metri di rete verde.
Acquistati tre metri di filo metallico plastificato.

Ore 20: laPitta e ilChicco posizionano la rete sul lato corto del terrazzo.
Tempo impiegato per l’operazione comprensiva di taglio dei laccetti di filo metallico plastificato in tinta utilizzati per legare la suddetta rete alla ringhiera del suddetto balcone e comprensiva dello spostamento di alcuni vasi di piante compreso ilLimone: circa 45′.

Ore 21 circa: Pepe è in terrazzo.
Tempo impiegato per salire comprensivo dell’arrampicata modello ragno: circa 2′.

L’operazione si dichiara conclusa e fallita.
Si attendono nuovi sviluppi.



C’è pepe.

Cioè, c’è Pepe che è un gatto rosso di circa un anno che pur avendo dei padroni, quelli del giardino all’angolo del vialetto, da una decina di giorni ha deciso di accasarsi da noi che stiamo al primo piano al centro del vialetto.
A me piacerebbe molto, ho sempre avuto una certa passione per i gatti rossi, e Pepe è anche affettuoso e struscione come piace a me, e apprezzo anche le sue doti acrobatiche, quelle che sfrutta per arrivare fin dentro il nostro terrazzo, se non fosse che Emma e Priscilla, le gatte resident, non sono affatto della mia stessa idea: soffiano, ringhiano, fanno degli strilli, soprattutto Emma, che mai avrei pensato che corde vocali di gatto potessero emettere.
Sale a tutte le ore: di giorno, di pomeriggio, di sera tardi, la mattina all’alba.
Ecco, dopo un paio di risvegli poco prima delle cinque, con la nostra stanza da letto trasformata in ring, Emma all’attacco e Priscilla nascosta sotto il tavolino di Ikea dalla cui testa usciva un fumetto chiarissimo che diceva ‘Emmma, ci pensi tu vero?’, e un rientro pomeridiano in cui ho trovato Emma e Pepe fronteggiarsi sotto al tavolino del soggiorno in mezzo a un lago di pipì e… vabbe’ lasciamo perdere, abbiamo deciso di suonare ai vicini per metterli al corrente della situazione, cosa che comunque gli avevamo già accennato nei giorni scorsi.

Ore 10,30: prendo Pepe, scendo nel vialetto e suono. Mi apre ‘lui’ in canotta, mezzo rintronato; gli spiego nuovamente la situazione, sembra cascare dalle nuvole, non capisce nemmeno che a litigare con Pepe siano le mie gatte, quelle che abitano insieme a me, e alla fine, dopo mia esplicita richiesta, dice che sì, terrà per un paio di notti Pepe in casa, il tempo che ci serve per posizionare una rete sul lato del balcone e sperare che non riesca a scavalcarla.

Ore 11: Pepe è di nuovo da noi. Chicco prende Pepe, scende nel vialetto e suona. Apre ‘lei’ e dopo aver ascoltato le rimostranze di Chicco gli dice: ‘Ma perché non vi chiudete?’
E Chicco: ‘Ma perché non vi chiudete voi?’
Risposta: ‘Perché fa caldo’ e aggiunge ‘Ma non avete le zanzariere?’.
‘No, non abbiamo le zanzariere’, risponde Chicco sempre più alterato.
‘Ve le mettiamo noi’ arriva a proporre lei in un momento di follia notturna estiva.

Al che Chicco le dice che per lui non ci sono problemi se Pepe salirà anche questa notte, che è un gatto simpatico e che a noi piace pure molto, ma che lui, a qualsiasi ora salirà, scenderà a portarglielo e suonerà al citofono.

Abbiamo dormito ininterrottamente fino al suono della sveglia, Pepe, naturalmente questa notte non è salito.
Eccheccevo’!



Bastarde

Sono tutte e due in terrazzo che si rotolano al sole.
Emma e Priscilla, le mie gatte.
Ed io in pausa pranzo, di un’ora.