se questa è una casa

santo ha bisogno di una casa.
per ora la sua casa è quella piccola tenda igloo.
più piccola della casetta da giardino per bambini.
più fredda della cuccia di un cane.
più delicata della boccia di cristallo di un pesce rosso.

“quello che tu puoi fare è una goccia nell’oceano, ma è ciò che dà significato alla tua vita”.
(albert schweitzer)

cara maestrina,

ma te l’ha mai detto nessuno che leggi proprio male?
perché non la smetti di dire a Linus (che è vero sì che è un cialtrone, ma che non legge poi tanto peggio di te) come deve fare e come non deve fare, che intonazione deve avere e che intonazione non deve avere, se deve essere appassionato o se non deve essere appassionato…insomma basta con questa mezzora d’aria, meglio una sana ora di lettura.
alle elementari però.

tasselli

ci sono momenti nei quali tutti i tasselli della vita sembrano incastrarsi alla perfezione.
tutto coincide, tutto va per il meglio, ogni cosa va per il verso giusto.
mi viene in mente una frase di antonio albanese di qualche tempo fa, quando in un’intervista gli domandarono: “sei felice?” e lui con rassegnata e ineluttabile serenità rispose: “sì, ma passerà” :-)

beata gioventù

tesseramento da primafila :

commessa: codice di avviamento postale?
ilChicco: 00191
ragazza in fila (20 anni circa, carina, acqua e sapone): ma io non lo so, come faccio?
commessa: abiti qui?
ragazza in fila: sì…
commessa: allora 00125
ragazza in fila: ahhhh, ecco cos’è cap, codice di avviamento postale!!!
laPitta: ahh ‘ndiamo bene :-)

eternal sunshine of the spotless mind

c’era una volta un bel film struggente e strampalato interpretato da jim carrey e kate winslet.

c’era una storia d’amore finita da cancellare, c’era un’infanzia dimenticata, c’era una vita da ricostruire.

ora c’è un programma medico scientifico, alla testa del quale un team statunitense, che sperimenta sui topi il modo di regalarci una vita senza ansie, paure e brutti ricordi.

ma non erano le difficoltà quelle che aiutavano a crescere?

cosa ci faccio qui?

oggi a roma c’era un gran vento, di quelli che ti scompigliano tutti i capelli e ti costringono a rattrappirti mentre cammini.
poi c’erano le nuvole.
poi c’era il sole.
poi c’era il sole dietro le nuvole.
poi, all’improvviso, la pioggia.
poi la pioggia è diventata grandine.
e ha grandinato per tutto il pomeriggio, finché è diventato tutto bianco e finché la grandine non ha iniziato ad ammorbidirsi ed è diventata neve in mezzo alla pioggia.
le strade erano bianche, i prati erano bianchi, le macchine erano bianche.
e anche le mie piante erano bianche: le mie primule, i miei gerani, il mio gelsomino, i miei ciclamini.
persino la mia aloe era bianca: che ne sa lei del gelo, della grandine, della neve, lei che dovrebbe stare nel deserto, al caldo.
e ho pensato che se continua così domani me la porto dentro casa, al calduccio.