un dromedario alla porta

pare che nel deserto australe, e non in quello del sahara, una quantità incredibile di dromedari, a causa della siccità, si sia spinta fino alle abitazioni in ricerca di acqua.
pare anche che essendo oggi il saint patrick’s day si accontenterebbe, tutto sommato, anche di un boccale di birra*

*(fonte caterpillar 2007 – corrispondente dall’australia)

false speranze

chissà perché ieri avevo deciso di essere dimagrita e così, visto che andavo a casa da mamma, ne ho approfittato per prendere dall’armadio una gonna di velluto nero che era rimasta nell’armadio.
stamattina, naturalmente, ho deciso di metterla.
bè, per farla breve, entrarci è stata dura, ma per uscirne (cosa che ho deciso un minuto dopo!), ho dovuto chiedere l’intervento di chicco 🙂
quindi, per punizione, stasera a cena da giulio: giovedì gnocchi, no?

una, nessuna e centomila

ho così tante cose da fare e che vorrei fare
che avrei bisogno di almeno un’altra me.
una che vada a lavorare
e una che vada al mare.
una che si occupi dei preparativi
e una che legga.
una che vada in serigrafia
e una che vada al cinema.
una che faccia le telefonate
e una che vada a vedere le case.

visto che un’altra me forse non basterebbe
mi sa che mi compro un’isola su second life e me ne vado al mare.

ieri

ieri roma era rossa, come la birra che preferisco.

ieri, girando per le strade di roma, sembrava di essere gallesi.
ne abbiamo incontrati ovunque, ragazzi, coppie giovani, coppie adulte, anziani, tutti con l’immancabile maglietta rossa della loro nazionale.
ieri roma, era la capitale del rugby.
e il calcio sembrava così lontano e così stupido.
ieri i tifosi del galles erano felici, anche se avevano perso.
e il calcio sembrava ancora più lontano e ancora più stupido.
ieri, nei pub, roma non sembrava roma.
o forse sembrava la roma degli antichi romani?

mimosa per tutti

Ingredienti
4/10 succo di arancia gialla
6/10 spumante brut

Istruzioni per preparare il cocktail:
Si prepara direttamente nel flute.

Giallo come gli omonimi fiori, ha profumi intensi e persistenti di arance mediterranee, specie se appena spremute. Il gusto acidulo e delicato di questo drink secco e di lieve tenore alcolico, rivela, se finito con champagne, un grande equilibrio di sapori. Da consigliare in ogni momento della giornata per chi ama agrumi e bollicine.

buon 8 marzo.

benito e gli altri

sono un esercito, silenzioso e numeroso.
popolano la notte, compaiono alle prime luci dei lampioni.
li puoi trovare a piazza venezia come alla stazione termini, in mezzo ai turisti.
gli androni dei palazzi, le gradinate della posta, le vetrine delle banche, sono le loro camere da letto.
i cartoni, i giornali, le buste di plastica, le loro lenzuola.
hanno bisogno di noi, delle nostre mani e dei nostri occhi: non li chiudiamo.

aiutiamo benito.

in una notte di eclissi

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio…
misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cllniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

(simone cristicchi)

colazione da fabrica

sì lo so, non si dice più colazione, che poi si diceva perché non si diceva più pranzo.
adesso si dice brunch.
e se vuoi andare in un posto carino, fuori mano (almeno per noi), dove si mangia bene, in un posto che è un’ex fab(b)rica di qualchecosa, dove espongono persino dei quadri, vendono alcune varietà di tè e una moltitudine di tazze e teiere di design, quindi, se è tutto questo che cerchi, allora quel posto è fabrica, in via girolamo savonarola 8.