le olimpiadi della sabbia

da notizie certe, anzi certissime, sembra che le vere olimpiadi non siano quelle disputate a pechino, bensì quelle che anche quest’anno si sono tenute sulle spiagge di tutto il litorale italiano.
da lignano sabbiadoro a gabicce, da metaponto a san vito lo capo, da palinuro a talamone, l’imperativo è stato uno solo: palle!
di tutti i tipi: palle da racchettoni, palle da calcio, palle da pallavolo e naturalmente rotture di palle!
inutile dire che neanche santa marinella è stata risparmiata da questa follia collettiva da iperattivismo compulsivo; leggere un libro o semplicemente prendere il sole si è rivelata un’attività faticosissima e solo i più attenti o quelli dotati di un paio d’occhi di riserva, sono riusciti a tornare a casa senza il timbro di una pallettata.
cosa stia succedendo o quale virus si stia diffondendo tra l’italica popolazione, incapace di godere di un totale assoluto perfetto relax, è un mistero che ancora non ci è dato conoscere ma, quello che è certo, è che non saremo più soltanto un popolo di santi, poeti e navigatori ma, sempre più, di pallettari.

mare profumo di mare

passeggiata tra le acque

in quest’inizio di estate e in in questa fine di giugno una dei pochi pensieri che riesco ad articolare, consumata dall’afa cittadina, è che una volta, quando cominciava wimbledon, per me era già vacanza da tempo.
ci sono avvenimenti sportivi che inevitabilmente mi ricordano la spiaggia di anzio o i residence di ovindoli in estate: le olimpiadi, il gran premio di montecarlo e appunto, wimbledon.
del perché poi la vita debba andare alla rovescia e privarti da adulto dei piaceri dei quali hai imparato a godere nell’adolescenza, è un altro di quei misteri sui quali arrovellarsi in una calda notte d’estate.
resta il fatto che ogni anno, quando inizia wimbledon, io mi senta vittima di un’ingiustizia universale.

relax

vele sulla sabbia 1

cose fatte in questi 3 giorni di vacanza:

2 ore in fila sulla salaria/autostrada (bollino rosso: e lo sapevamo pure!)
1 attacco di panico (e conseguente automaledizione)
1 visita al cimitero a papà (c’erano dei fiori freschi, non ci avrei scommesso…)
2 mangiate pantagrueliche (da domani dieta, lo giuro!)
1 amica incontrata in fila anche lei sulla salaria (in quattro su una micra rossa con bimbo al centro)
1 amica rivista dopo 8 anni (da tripoli in viaggio a roma per il fine settimana con 5 amiche, tutte straniere)
1 salto a santa marinella (a pranzo dal fratello di chicco) e ritorno
1 passeggiata in bicicletta (l’evento non si verificava dal lontano 198…boh!)
1 aperitivo sulla spiaggia di fregene (un ventaccio maledetto)
1 giornata con la febbre a 37,3/37 (e te pareva, il ventaccio maledetto ha colpito!)
1 crostata di albicocche (la pasta frolla non mi viene più come un tempo: cosa sarà?)
1 messa (amen)
60 km (a/r) per mettere 3 croci su altrettante schede elettorali (e speriamo che serva a qualcosa!).

domani è un altro giorno di lavoro
(beh, me lo sarò pure meritato un po’ di riposo, no?).