e per finire

la Filastrocca di capodanno:

fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

(Gianni Rodari)

poesia di natale (3)

La coltura degli alberi di Natale

Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale
E alcuni il possiamo trascurare:
Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,
Il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte),
E l’infantile – che non è quello del bimbo
Che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato
Spieganti l’ale alla cima dell’albero
Non solo una decorazione, ma anche un angelo.
Il fanciullo stupisce di fronte all’albero di Natale
Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia
Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto.
Così che il rapimento splendido, e lo stupore
Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto
Dei primi doni ricevuti (ognuno
Con un profumo inconfondibile e eccitante).
E l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento
Atteso e che stupisce al suo apparire.
E reverenza e gioia non debbano
Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza
Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio.
Nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento
Nella pietà del convertito
Che si potrebbe tingere di vanagloria
Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli
(E qui ricordo con gratitudine anche
Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco)
Così che prima della fine, l’”ottantesimo” l’ultimo, qualunque esso sia
Le accumulate memorie dell’emozione annuale
Possano concentrarsi in una grande gioia
Simile sempre a un grande timore, come nell’occasione
In cui il timore giunse ad ogni anima
Perché l’inizio ci ricorderà la fine
E la prima venuta la secondo venuta.

(T. S. Eliot)

poesia di natale (2)

natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

(giuseppe ungaretti)

quasi natale

si dice che la morte dei giusti sia quella che avviene in silenzio, senza apparente sofferenza, il più delle volte nel sonno.
so che non è così, perché non posso più credere, dopo tanta sofferenza, che quella di oggi non sia stata la morte di un giusto.

«morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa».
(dal blog di Welby)

libero natale in libero stato

finalmente una decisione sensata!
anche perché, dopo tutte le iniziative prese in italia, ma anche nel resto d’europa, per non offendere i bambini musulmani, mi veniva da chiedermi:
ma come mai in passato nessuno si è mai preoccupato di non offendere la sensibilità religiosa dei bambini ebraici, di quelli ortodossi o di quelli buddisti?
che siano un po’ permalosi questi bambini musulmani?

è tutto chiaro

finalmente ho capito da chi hanno preso il senso dell’umorismo sabina, corrado e caterina guzzanti.

leggo sul blog di luca sofri e non posso fare a meno di riportare anche io:

“Siamo 1000 da pochi minuti l’afflusso degli iscritti continua incessantemente e di questo passo “Rivoluzione Italiana” sarà presto il primo blog italiano, e uno dei primi d’europa e del mondo, grazie a voi.”

pacs in terra agli uomini di buona volontà

“È favorevole ai Pacs come forma di tutela ma non ai matrimoni gay, che liquida come “una pagliacciata”. Spiega: “Io sono stato sposato per vent’anni e non ho mai firmato nessun contratto. Non occorre secondo me firmare un contratto per essere fedeli. Non occorre andare in comune, scambiarsi gli anelli. Sì, se ti piace fare una grande festa, falla, ma il matrimonio gay è una sorta di caricatura.”

ecco, io la penso come lui. certo, poi continua dicendo “E anche il matrimonio tradizionale, a ben vedere, è una caricatura. Per come la vedo io l’impegno dovrebbe essere per tutta la vita, ma poi non è mai o quasi mai così.” e su questo sono d’accordo fino ad un certo punto cioè, non è colpa del matrimonio, ma il più delle volte di chi si sposa.

il mago di natale

è quasi natale, iniziamo a creare un po’ di atmosfera :-)

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa,in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica dipinto
che vendono adesso all’upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un pò di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti:
regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
come posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

(Gianni Rodari)