Analisi logica.

Sabato ritiro le analisi del sangue e c’è un valore fuori posto, poco più alto del voluto, uno di quei valori che a leggerlo più che un qualcosa che abita dentro di te già ti sembra un insulto: gamma glutamiltrasferasi.
Ovviamente consulto Google, leggo che in qualche modo riguarda il fegato, decido che tutto sommato è meglio decidere di non capirci un’acca (cosa in fondo del tutto vera) e rimando al giorno in cui chiamerò la dottoressa.

Chiamo la dottoressa, lunedì pomeriggio, e le dico di questo valore.
In verità ce ne sarebbe anche un altro al di sotto del livello di guardia, ma sia io che lei decidiamo che non è importante e ci concentriamo sul gammaglutamiltrasferasi.

Lei – Ha preso qualche antidolorifico?
Io – No, non direi.
Lei – Qualche altro tipo di farmaco?
Io – No, mi sembrerebbe proprio di no.
Lei – Uhm, perché questo è un valore che blablabla… fegato… e poi, blablabla, farmaci… e quindi, bla.
Io – Magari nei giorni immediatamente precedenti alle analisi può essere che abbia bevuto un po’ più di vino rispetto al solito, ma sinceramente non ricordo…
Lei – Ah, ecco. Questo – sospira – le devo dire di non farlo.
Io (con le orecchie basse, anche se al telefono non si vede) – Sì certo, ha ragione.
Lei – Comunque, io non gli darei troppa importanza, ma fra tre mesi ripetiamo le analisi.

Io, che poi ci ripenso: ma così ho fatto la figura dell’alcolista nota, e non bevo vino nemmeno tutte le sere, il mio un po’ di più del solito si riferiva al fatto che magari per un paio di giorni ho bevuto due bicchieri di vino a cena… Che cosa penserà di me, ora, la mia dottoressa?
Che faccio, la richiamo per tranquillizzarla e raccontarle anche di tutti quei fritti e quella cioccolata, o lei avrà già chiamato la mia mamma per dirle di non perdermi d’occhio?