Ho udito cose che voi umani…

Io lo dico che si addormenta tutte le sere sul divano, e fin qui niente di strano.
(La rima è fortuita)
Quello che dico, e spesso sono costretta a raccontarlo solo a me stessa, è che vaneggia.
Ieri notte, poco prima dell’una, anziché lasciarlo a dormire abbracciato a Emma come tutte le notti, lo scuoto leggermente per dirgli di venire a letto.
(Non sono del tutto insensibile, a volte ho anche qualche moto di tenerezza, io)

Il dialogo che segue, condito di grugniti risatine e principi di… – come si chiama il verso che fa uno che russa? Ok, quello – è più o meno il seguente.
Anzi no, diciamo che al novanta percento è proprio il seguente, perché questa volta me lo sono scritto:

Io – Chicco, vieni a letto.
C – Cosa?
Io – Vieni  a  l e t t o.
(Faccio sempre così, scandisco la parola letto sperando che penetri più rapidamente possibile attraverso la corteccia cerebrale)
C – Guarda che ho capito, io  me lo ricordo…
(E sorride. Beh, almeno quello)
Io – Cosa?
(Maligna, perché già so che sta iniziando a dire cose a vanvera e mi diverto a sollecitarlo)
C – Questo che hai detto… che c’era un carabiniere…
Io – …?
(Emetto un suono simile a una risatina trattenuta)
C – È inutile che ridi, guarda che è una cosa vera…
Io – Ma cosa?
(Perfida)
C – Quando… come si dice?

Un momento di silenzio, e ricomincia a russare.
Però a questo punto lo acchiappo, lo scuoto di nuovo, riesco a farlo alzare e, continuando a chiedergli chi fosse quel carabiniere, lo indirizzo verso la stanza da letto.

Anniversari.

Cinque anni fa eravamo qui, in Sabina.
C’erano il sole, baci e sorrisi, ed io avevo la zanzariera davanti agli occhi.

Dieci anni fa, invece, eravamo all’Ifo.
C’erano il sole, lacrime e abbracci, ed io tornavo dal mare.

E poi, ti abbiamo portato in Sabina, tra gli ulivi.

Così, quando ogni nove giugno ritorno in Sabina, non è solo un anniversario (anzi due) ad unirci, ma un giorno speciale che sa di lacrime, abbracci, baci e sorrisi.



ho ritrovato la fede

quella di Chicco.
e non è un annuncio a sfondo mistico: l’aveva proprio persa!

stamattina, prima di uscire è iniziata la ricerca:
nel portatutto di ceramica sulla cassettiera (dove la metto anche io la notte) NON C’ERA
sulla mensola NON C’ERA
sul tavolo NON C’ERA
in tasca alla giacca della moto NON C’ERA

insomma, volatilizzata.

Chicco esce con le orecchie basse dicendo "allora è in ufficio, ne sono sicuro".

ore 10 circa la telefonata: NON C’È.

all’ora di pranzo torno a casa, oggi è il giorno delle pulizie e allora dico a Tamara:
"Mi raccomando, fai attenzione con l’aspirapolvere, guarda bene e soprattutto non buttare l’immondizia".

Io nel frattempo continuo a guardare ovunque:

sotto al divano NON C’È
nella libreria in soggiorno NON C’È
nella libreria in camera da letto NON C’È

niente, volatilizzata.

Torno in ufficio.

Nel pomeriggio varie telefonate di Chicco più un messaggio: sospetta che gli abbia fatto uno scherzo.

Torno a casa dopo l’ufficio, guardo ancora un po’ in giro NIENTE
Torna a casa Chicco dopo l’ufficio (bianco come un gessetto e con le orecchie ancora più basse), guarda ancora un po’ in giro NIENTE

Dico: "inizio a guardare nella spazzatura, comincio dalla carta"
TROVATA!

un anno fa a quest'ora

eravamo qui.
un anno fa a quest’ora la situazione era più o meno questa:

sposa

sposo

un anno fa a quest’ora con ancora i chicchi di riso fra i capelli ci preparavamo a cenare in questo posto favoloso.
un anno fa a quest’ora avevo all’anulare sinistro un cerchietto d’oro che prima non c’era.

il giorno più bello

raccontare in un post il mese di giugno appena trascorso è impossibile!
il 9 giugno mi sono sposata, e questa non è più una novità, nel blog ne ho parlato largamente :-)
su flickr c’è anche qualche foto: 2 fatte dal fotografo ufficiale e altre rubacchiate qua e là con la nostra macchinetta digitale, che ad un certo punto è finita non si sa come in mano alle bambine e noi siamo così usciti di scena.
la giornata è stata splendida, e non solo da un punto di vista metereologico; io avevo un sorriso ebete stampato sulla faccia, le mamme erano commosse al punto giusto, i bambini schiamazzanti q.b. e il riso…accidenti se fa male riceverlo da una distanza di un metro sopra l’arcata sopraccigliare!!!
tutti eravamo belli, il mio vestito era favoloso, il bouquet un gioiellino (e non solo per quanto era costato!), le fedi brillavano, la messa è stata intima, coinvolgente, sentita, i canti commoventi.
insomma una giornata perfetta.
come?
lo sposo?
ah sì, era bello anche lui, e soprattutto c’era :-) ))
e poi il viaggio di nozze, la festa con gli amici…ma queste sono altre due storie!

i tre giorni

i tre giorni del condor,

i tre giorni del militare,

i tre giorni prima del matrimonio…

3 giorni???

devo ancora andare dal parrucchiere,

passare dalla fioraia per il bouquet,

chiamare l’agriturismo,

fare le stampe per i canti,

stampare i libretti per la messa,

comprare le calze,

e…ma cosa ci faccio sul blog?

:-)