io mi ricordo

sono già passati vent’anni e sembra ieri.
sono già passati vent’anni e sembrano molti di più.
ricordo lo stupore, la sensazione nitida di assistere a qualcosa di storico, un cambiamento che avrebbe cambiato e travolto anche noi.
ricordo la gioia vista in tv, una gioia che era anche mia perché pensare ad un muro che divida in due molte vite è un dolore inimmaginabile, anche per chi non lo vive sulla propria pelle.
ricordo i nostri vicini di pianerottolo, ingrid e sebastian, marito e moglie, lei di berlino ovest e lui di berlino est ed i sorrisi che ci scambiammo in quei giorni di pace.

oggi inizio a leggere caduti dal muro, perché tito barbini è una persona gentile ed uno scrittore lieve e onesto che ho avuto il piacere di conoscere e perché paolo ciampi ho imparato ad apprezzarlo attraverso un altro piccolo libro che narra la vita e la poesia di beatrice, la poetessa pastora di pian degli ontani: sono sicura che anche questa lettura sarà lieve, onesta, piena di poesia e di vita.

5+1.

(ci sono persone che quando le incontri cambiano la tua vita, come se avessi vinto al superenalotto)

Enzo era una persona ingombrante.
talmente ingombrante che anziché accontentarsi di lasciarmi un ricordo di sé, come tutti quelli che non ci sono più, mi ha lasciato una persona in carne ed ossa.
penso che per Chicco in fondo sia la stessa cosa; anche se a volte ce lo dimentichiamo, anche se questo pensiero non ricorre, naturalmente, in tutti i giorni della nostra vita comune, siamo l’uno per l’altro la testimonianza vivente di quello che Enzo era: una persona curiosa che amava circondarsi di persone, per conoscere, confrontare e analizzare tutti i punti di vista, tutte le situazioni, tutte quelle idee, soprattutto quelle diverse dalla sua, che altrimenti gli sarebbero sfuggiti.

amava definirsi un entomologo, studioso però dell’animale uomo e del suo animo: l’uomo con tutte le sue sfaccettature, con tutte le sue contraddizioni; l’uomo con tutte le sue mille ipocrisie e con tutte le sue meraviglie.

cinque anni fa, e un giorno, Enzo moriva in Iraq: ogni anniversario della sua scomparsa e ogni 8 ottobre, giorno del suo compleanno, le sue mailing list si aprono per ricevere messaggi che lo ricordino, ed è bello ritrovare, insieme alle persone con cui si continua ad avere un contatto quotidiano, persone che non si sentivano da un anno ma che hanno sempre vivo il suo ricordo e la voglia di continuare a condividerlo.

forse sono rimaste solo loro a ricordarlo.
forse rimarremo solo noi a ricordarlo.

una rapida ricerca su google nelle ultime 24 ore evidenzia purtroppo come l’uomo, il giornalista, il volontario della Croce Rossa, Enzo Baldoni, assassinato in Iraq il 26 agosto del 2004, sia stato completamente dimenticato dalle istituzioni e dalle testate giornalistiche.

neanche una parola, neanche un ricordo.
neanche una tomba dove portare un fiore.

anche oggi è un giorno buono per ricordare Enzo.
buono abbastanza.

google

quarant'anni e sembra ancora una bambina

ancora adesso la guardiamo sognando, i bambini sognano di andarci e di fare gli astronauti e lo stolto continua a guardare il dito anziché la luna.

mi piacerebbe che, passando di qua, ognuno lasciasse nei commenti una frase o un brano di una canzone, di una poesia o di qualsiasi altra cosa gli venga in mente, che parli della luna.

«L’avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata: quand’era il plenilunio notti chiare come di giorno, ma d’una luce color burro, pareva che ci schiacciasse».
(Italo Calvino)

un anno fa a quest'ora

eravamo qui.
un anno fa a quest’ora la situazione era più o meno questa:

sposa

sposo

un anno fa a quest’ora con ancora i chicchi di riso fra i capelli ci preparavamo a cenare in questo posto favoloso.
un anno fa a quest’ora avevo all’anulare sinistro un cerchietto d’oro che prima non c’era.