ciao don mario,
che la terra ti sia finalmente lieve.

(…) guardò il ragazzo e gli disse: come stai? L’avrebbe detto anche più tardi, quando giaceva avvolto nelle bende, come una mummia dell’antico egitto, al reparto grandi ustioni dell’ospedale sant’eugenio. la gente gli veniva vicino, in lacrime, perché sapeva che era in bilico tra la vita e la morte. lui li guardava con i suoi occhi, aperti, in tutti i sensi, l’amico, il parente, il parrocchiano, e chiedeva: come stai? (…)
(guida pratica all’eternità – fabrizio centofanti)

trash(ma si pronuncia très)chic

il pugile clemente russo, medaglia d’argento a pechino e concorrente del reality la talpa, sposa la judoka laura maddaloni.
pare che prima delle nozze avesse dichiarato: “sarà un matrimonio molto chic, all’insegna della luminosità ed energia!”
che qualcuno tiri fuori il galateo perché sento un irrefrenabile impulso a ripassare: devo aver saltato il capitolo sull’eleganza!

holiday on ice

foto di maria donatelli

anche quest’anno, come tradizione e per il terzo anno consecutivo, abbiamo portato quattro nipoti su nove a pattinare sul ghiaccio all’auditorium.
anche quest’anno abbiamo noleggiato i pattini (con tutti i piedi che crescono tranne i nostri!), anche quest’anno ci sono state cadute e sorrisi e anche quest’anno la mattinata si è conclusa a pranzo da mcdonald’s davanti a patatine fritte, hamburger e coca-cola.

tornando a casa ci chiedevamo: fino a quando i grandi continueranno a voler andare a pattinare con gli zii a natale?
ma forse, considerando che i piccoli hanno quasi due, tre, quattro e sei anni, e che si aggiungeranno di anno in anno al gruppetto già collaudato, ci aspettano ancora parecchi anni per volteggiare sul ghiaccio prima di poter pensare al pensionamento!

un dono d'ali

foto di _bobz_

oggi pomeriggio in ufficio:

A (collega): hai scritto la letterina a babbo natale?

C (bimba di cinque anni): sììì!

A: e cosa gli hai chiesto?

C: le ali

A: come le ali?

C: sì, le ali per volare!

A: e poi?

C: e poi niente…

A: e se non le trova?

C: (alzando le spalle) ho già tanti giocattoli…

ecco, l’augurio che faccio a tutti è quello di poter trovare la leggerezza e la serenità per trascorrere un natale che vi avvolga come una carezza in un battito d’ali.

.

ho sempre pensato che la notte in tivù trasmettano programmi molto più interessanti e illuminanti di quelli che normalmente vanno in onda in prima serata, peccato che quasi sempre il mio bioritmo spenga le mie attività cerebrali in concomitanza con la conclusione della prima serata.
qualche notte fa ne ho avuto la conferma: mi aggiravo per il soggiorno in preda ad un insospettabile iperattivismo di fine giornata stendendo i panni, sparecchiando la tavola e guardando con un occhio la storia siamo noi di giovanni minoli su raidue. era la puntata su gianluca pessotto e sul suo tentativo di suicidio, la trasmissione è ben fatta e così, nonostante l’ora tarda, sono rimasta incollata alla televisione. ma non è di questo programma che voglio parlare, anche se è a causa sua se sono rimasta in piedi fino a mezzanotte! quand’è finita la puntata è iniziato un altro programma, magazine sul due, che invece non avevo mai visto prima: si tratta di un insieme di piccoli servizi giornalistici su notizie di costume poco note, tendenze sociali, artistiche e culturali.
tutta questa lunga premessa per dire che sembra che l’ultima novità modaiola sia quella dei tavoli sociali; in pratica tu vai in un ristorante di un certo tono e anziché avere il tuo tavolino per due, per tre o per quattro persone o per quanti sei, ti mettono allo stesso tavolo con gente che non conosci e che non hai mai visto prima. sembra proprio che sia l’ultima frontiera della socializzazione e che da milano a new york (dove nel locale di philippe starck, dal quale si narra sia partita la moda, la gente è disposta a lunghe attese e a pagare cifre esorbitanti pur di sedere al fianco di attori, modelle e fotografi) la tendenza si stia propagando a macchia d’olio. a roma ha già preso piede da le pain quotidien, un locale in via tomacelli regno del brunch e al pigneto, uno dei quartieri in maggior fermento nella città eterna, dove il ristorante primo al pigneto tra una menzione su il gambero rosso e l’altra mette allo stesso tavolo professionisti, pseudoartisti, cinematografari e persone desiderose di passare una serata diversa. sembra proprio che quest’ultima moda tanto di moda fosse in uso già almeno vent’anni fa quando, non tanto per tendenza quanto piuttosto per necessità di spazio, se andavi a mangiare una pizza da baffetto a via del governo vecchio non avevi altra alternativa, per riuscire a sederti, se non quella di condividere con altre coppie lo stesso tavolo rotondo: ma allora altro non era che una scelta economica!

…dacci oggi la nostra grandinata quotidiana

dopo la nevicata a roma del ’56, sembra proprio che anche la grandinata del 2008, quella di ieri mattina all’alba, sia destinata a passare alla storia.
anzi, sembra proprio che quest’anno il clima romano abbia deciso di diventare sempre più caraibico e sempre meno mediterraneo.
piogge torrenziali come quelle cadute nell’ultimo mese, venti tesi e spazzatutto che ricordano quelli del nord come quello di questi giorni e grandinate continue, almeno quattro negli ultimi quindici giorni: insomma qua tocca munirsi di impermeabili e calosce che gli ombrelli non bastano più!
effettivamente i 22 °C ai quali ci eravamo quasi abituati tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre non lasciavano presagire nulla di buono, ma che addirittura si scatenassero tuoni fulmini e saette, grandine ed acqua a catinelle a giorni alterni…chi se lo aspettava!
e la cosa incredibile è che poi, all’improvviso, spunta il sole, proprio come ai caraibi.
ma, naturalmente, in tutto ciò noi bipedi non c’entriamo proprio niente: non è l’effetto serra, non è il buco nell’ozono, non è lo spreco energetico.
no no no, io non sono stato.