Io mi ricordo

Quest'anno, per ricordare il Giorno della Memoria, ho deciso di iniziare a leggere un libro che parli della Shoah, uno dei tanti che non ho ancora letto.

Ieri sera ho iniziato a leggere La notte, romanzo autobiografico di Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace nel 1986, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz – dove furono uccise la madre e la sorella – e a quello di Buchenwald – dove invece morì il padre.

«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.

Mai dimenticherò quel fumo.

Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.

Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.

Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.»

Sarebbe bello se ciascuno di noi oggi leggesse una testimonianza, per non dimenticare, per ricordare.

Sempre.

27 Gennaio – Giorno della Memoria

foto da Wikipedia

Non sapevo perché fosse stato scelto il 27 Gennaio come Giorno della Memoria: lo ammetto, certe cose le accettiamo così, senza chiederci il perché.
Finché ieri sera ho letto le ultime pagine di Se questo è un uomo e ho capito perché.

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

In ricordo delle famiglie ebree deportate, a Roma, il 28 Gennaio verranno poste delle Pietre d’inciampo, le Stolpersteine, realizzate dall’artista tedesco Guenter Demnig, già poste in molti dei paesi sconvolti dalla Shoah: Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi.
Finalmente li avremo anche a Roma: perché non dimenticare è sì un dovere nei confronti di tutte le vittime, ma lo è soprattutto nei confronti dei vivi.

«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. »

(Elie Wiesel, La notte)

C'era l'amore nel ghetto

19 – 27 Gennaio – Settimana della Memoria

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Dietro di me c’è il nulla. Quel nulla dove sono andate le centinaia di migliaia di persone che io accompagnavo ai vagoni. Non ho diritto di parlare a nome loro, perché non so se morivano nell’ odio oppure perdonando i loro carnefici.
Ma ho il dovere di vegliare affinché il ricordo di loro non scompaia.

(C’era l’amore nel ghetto – Marek Edelman)

Il Girasole

19 – 27 Gennaio – Settimana della Memoria

Nel giugno del 1942, a Leopoli, in circostanze insolite, una giovane SS che stava per morire mi confessò i suoi delitti. Voleva morire in pace, mi disse, dopo avere ottenuto il perdono da un ebreo. Ritenni di dover rifiutarglielo.
Questa vicenda continua a tormentarmi. Così decisi di fissarla per iscritto, e alla fine del mio racconto rivolgo la domanda che ancor oggi merita una riposta, per il suo significato politico, filosofico e religioso: ho avuto ragione o torto negando il perdono?

(Simon Wiesenthal – Il Girasole)

L'Albero di Anna

19 – 27 Gennaio – Settimana della Memoria

Dicono che sotto la mia corteccia, insieme con i ricordi, si siano intrufolati funghi e parassiti. E che forse non ce la farò. Sì, sono preoccupato per le mie foglie, per il mio tronco, per le mie radici. Ma i parassiti più pericolosi sono i tarli, i tarli della memoria. Quelli che vorrebbero intaccare, fino a negarlo, il ricordo di Anne Frank.

(L’albero di Anne – Irène Cohen-Janca – Illustrazioni di Maurizio Quarello)

Essere senza destino

19 – 27 Gennaio – Settimana della Memoria

Non esiste assurdità che non possa essere vissuta con naturalezza e sul mio cammino, lo so fin d’ora, la felicità mi aspetta come una trappola inevitabile. Perché persino là, accanto ai camini, nell’intervallo tra i tormenti c’era qualcosa che assomigliava alla felicità. Tutti mi chiedono sempre dei mali, degli ‘orrori’: sebbene per me, forse, proprio questa sia l’esperienza più memorabile. Sì, è di questo, della felicità dei campi di concentramento che dovrei parlare loro, la prossima volta che me lo chiederanno.

(Essere senza destino – Imre Kertész)

Amsterdam

19 – 27 Gennaio – Settimana della Memoria

A portarmi fu il caso tra le nove
e le dieci d’una domenica mattina
svoltando a un ponte, uno dei tanti, a destra
lungo il semigelo d’un canale. E non
questa è la casa, ma soltanto
- mille volte già vista -
sul cartello dimesso: “Casa di Anna Frank”.

Disse più tardi il mio compagno: quella
di Anna Frank non dev’essere, non è
privilegiata memoria. Ce ne furono tanti
che crollarono per sola fame
senza il tempo di scriverlo.
Lei, è vero, lo scrisse.
Ma a ogni svolta a ogni ponte lungo ogni canale
continuavo a cercarla senza trovarla più
ritrovandola sempre.
Per questo è una e insondabile Amsterdam
nei suoi tre quattro variabili elementi
che fonde in tante unità ricorrenti, nei suoi
tre quattro fradici o acerbi colori
che quando è grande il suo spazio perpetua,
anima che s’irraggia ferma e limpida
su migliaia d’altri volti, germe
dovunque e germoglio di Anna Frank.
Per questo è sui suoi canali vertiginosa Amsterdam.

(Vittorio Sereni – Amsterdam)

Se questo è un uomo

19 – 27 Gennaio Settimana della Memoria

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Se questo è un uomo – Primo Levi)