erba di casa mia

foto di Capannelle

una volta l’erba del vicino era sempre più verde, adesso solo quella più a destra.
adesso che questo qua dall’alto del suo esercito di giardinieri, colf e maggiordomi, venga a dirci che casa nostra è zozza, a me non mi sta mica tanto bene.
che poi ci venga a dire che sembriamo una città africana lo trovo quanto meno offensivo: non tanto per noi quanto per le città africane.
magari la prossima volta che incontrerà il suo amico gheddafi gli spiegherà meglio cosa intendeva dire.
però poi non è che proprio voleva dire che è zozza: cioè sì lo è, ma adesso lo è un po’ di meno, e se lo è, è solo perché qualcuno deve aver alzato un tappeto e trovato polvere di quindici anni fa.

c’è un volontario disposto a passare l’aspirapolvere, prima che scada il mandato?

io esco di casa ed è già mattino
e villa borghese è ancora un giardino
c’è un fiume che passa nel cuore di roma…




le nuvole non chiedono permesso

foto di tito barbini

ci sono storie che ti rapiscono e ti portano in luoghi lontani.
ci sono storie che ti fanno sognare ad occhi aperti e che senza allontanarti dal tuo divano ti fanno sentire la brezza antartica, gli spruzzi di neve sul viso, il vento che ti scompiglia i capelli.
laggiù, alla fin del mundo.
i libri di tito barbini non sono romanzi, sono appunti di viaggio.
sono pensieri raccontati ad alta voce.
pensieri che ho avuto la fortuna di leggere e di ascoltare.

sicurezze

emma e il topocuscino (...e volta!)

stanotte mi sono svegliata all’improvviso: sentivo uno strano rumore provenire dall’altra stanza, ripetuto, un rumore insolito.
un poco a fatica mi sono alzata e sono andata di là a vedere.
era la pioggia che batteva incessante nel buio e nel silenzio della notte.
sono tornata a letto.
poi però ho iniziato a pensare alle piante, quelle che solitamente stanno dentro casa, che proprio ieri avevo messo fuori in terrazzo a cambiare aria e a prendere un po’ di sole.
e pensavo all’acqua che stavano prendendo.
poi pensavo anche, visto che almeno un paio sono piante grasse, che anche nel deserto a volte piove all’improvviso e che in fondo non avrebbe dovuto fargli così male.
pensavo tutte queste cose perché un po’ mi dispiaceva saperle là fuori sotto l’acqua, ma non mi sarei alzata per nessun motivo al mondo.
e invece mi sono alzata.
anche emma dal suo topocuscino sul nostro letto mi guardava con aria interrogativa: i suoi occhi dicevano “sono le quattro, piove: ma dove vai?”.
sono andata in salotto, ho acceso la luce, ho tirato su la serranda, che per inciso fa un gran casino, ho aperto l’inferriata e in pigiama, vestaglia e infradito ho riportato in casa le piccoline, una per una, un po’ zuppe ma tutto sommato neanche troppo.
ho richiuso l’inferriata, ho rispento la luce, sono andata in bagno a fare la pipì (già che c’ero!) e sono tornata a letto: tutto questo in cinquantacinque metriquadri di casa, mica in un castello.
chicco niente, nemmeno un grugnito.
lui dormiva serafico.
stamattina quando gliel’ho detto, “ma possibile che non hai sentito nulla?”, lui ha detto di non essersi accorto di niente, nulla.
“ma io sono un po’ preoccupata”, gli ho fatto presente (non è la prima volta che succede una cosa del genere), “se una notte dovessi sentirmi male e ti dovessi chiamare con un fil di voce, o con un rantolo” gli ho detto (provate ad immaginare un rantolo che chiama “chiiiccooo, aiut..”)
lui mi ha risposto “si vede che il mio cervello percepisce la differenza tra una situazione normale e una di pericolo; magari in una di pericolo mi sveglierei, può essere”.
“è proprio quel può essere che mi preoccupa” gli ho risposto io.

ricomincio da maggio

foto di Arbego

non era mai passato tutto questo tempo senza che scrivessi qualcosa sul blog, ma a volte la vita è prepotente, ti strappa alla routine e ti costringe a fare altro, e non sempre è un piacere.
aprile, il più crudele fra i mesi, se n’è andato.
vorrei poter dire portandosi via tutte le cose più brutte, ma non è così.
l’avevamo già detto con il 2008, anno bisestile, e non ha funzionato granché.
forza e coraggio comunque, dopo aprile ecco qua maggio!