sicurezze

emma e il topocuscino (...e volta!)

stanotte mi sono svegliata all’improvviso: sentivo uno strano rumore provenire dall’altra stanza, ripetuto, un rumore insolito.
un poco a fatica mi sono alzata e sono andata di là a vedere.
era la pioggia che batteva incessante nel buio e nel silenzio della notte.
sono tornata a letto.
poi però ho iniziato a pensare alle piante, quelle che solitamente stanno dentro casa, che proprio ieri avevo messo fuori in terrazzo a cambiare aria e a prendere un po’ di sole.
e pensavo all’acqua che stavano prendendo.
poi pensavo anche, visto che almeno un paio sono piante grasse, che anche nel deserto a volte piove all’improvviso e che in fondo non avrebbe dovuto fargli così male.
pensavo tutte queste cose perché un po’ mi dispiaceva saperle là fuori sotto l’acqua, ma non mi sarei alzata per nessun motivo al mondo.
e invece mi sono alzata.
anche emma dal suo topocuscino sul nostro letto mi guardava con aria interrogativa: i suoi occhi dicevano “sono le quattro, piove: ma dove vai?”.
sono andata in salotto, ho acceso la luce, ho tirato su la serranda, che per inciso fa un gran casino, ho aperto l’inferriata e in pigiama, vestaglia e infradito ho riportato in casa le piccoline, una per una, un po’ zuppe ma tutto sommato neanche troppo.
ho richiuso l’inferriata, ho rispento la luce, sono andata in bagno a fare la pipì (già che c’ero!) e sono tornata a letto: tutto questo in cinquantacinque metriquadri di casa, mica in un castello.
chicco niente, nemmeno un grugnito.
lui dormiva serafico.
stamattina quando gliel’ho detto, “ma possibile che non hai sentito nulla?”, lui ha detto di non essersi accorto di niente, nulla.
“ma io sono un po’ preoccupata”, gli ho fatto presente (non è la prima volta che succede una cosa del genere), “se una notte dovessi sentirmi male e ti dovessi chiamare con un fil di voce, o con un rantolo” gli ho detto (provate ad immaginare un rantolo che chiama “chiiiccooo, aiut..”)
lui mi ha risposto “si vede che il mio cervello percepisce la differenza tra una situazione normale e una di pericolo; magari in una di pericolo mi sveglierei, può essere”.
“è proprio quel può essere che mi preoccupa” gli ho risposto io.

6 thoughts on “sicurezze

  1. Come ti capisco cara! Però stai tranquilla, i meccanismi di allarme sono diversi. Gli tireresti la manica, gli daresti una manata sulla faccia e poi ci sono sempre i calci negli stinchi… 😀 (scusa Chicco, ma è questione di sopravvivenza…)

  2. ma son fatti con lo stampino!?!?!?

    Ale è uguale!

    A parte il fatto che io tutte le notti vado in bagno, e muovendomi nel buio abbastanza rinco sbatto ovunque, a volte gli crollo addosso..lui nulla…continua calmo e sereno…

    In una notte in cui i miei quotidiani incubi eran peggiori del solito ho provato a svegliarlo..ho RIPETUTAMENTE provato a svegliarlo…:o( e mi è venuto il tuo stesso incubo: e se stessi per morire!?!?!?

    Anche lui pare però che in situazioni di bisogno esca dal coma…dice…

    Ci scambiamo i numeri di cell?:oD

    momo

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