Le stelle di una volta.

Mentre guardavo la tv, lo spicchio di cielo che fra i tetti si intravede dalla vetrata è stato attraversato da una stella cadente, così luminosa e con una scia così lunga che per un istante, pensando che fosse un fuoco d’artificio, ho aspettato di sentire il botto e di vedere la scia cambiare colore in una esplosione improvvisa di luci multicolore rosse, verdi e dorate.
E invece sono rimasta lì, a bocca aperta, a chiedermi come potessero esserci già le stelle cadenti; perché le stelle cadenti si vedono al mare sulla spiaggia, o in campagna in mezzo ai grilli, oppure nelle notti piene di stelle in montagna con addosso una felpa per ripararsi dall’aria frizzante della notte, non mentre stai sul divano di casa tua a guardare la tv, senza ricordare che quelle erano le notti d’estate di quando andavo a scuola e che l’attesa del dieci agosto e della notte delle stelle cadenti serviva a ricordare che l’estate era arrivata al suo culmine, che le vacanze, che per molti invece ancora devono iniziare, iniziavano a finire, che le giornate si erano già sensibilmente accorciate e che era meglio affrettarsi a finire i compiti.
E così, a bocca aperta per lo stupore, pensando alle stelle di una volta in attesa di un fuoco d’artificio che non c’è stato, non ho fatto nemmeno in tempo a esprimere un desiderio.