Io, anche quest’anno.

Enzo in Iraq

Otto anni fa non si parlava d’altro, in tv e sui giornali.
Ieri, almeno a giudicare da una ricerca su Google, nemmeno un trafiletto.
Continuiamo a ricordarti noi che ti abbiamo conosciuto e che ogni anno riapriamo una mailing list che senza di te è sempre più vuota, le persone che ti hanno amato, quelli che per un motivo o per l’altro, anche dopo la tua morte, hanno incrociato la tua vita alla loro.
Sei un ricordo ingombrante, e c’è chi preferisce fare spazio.

Io, quest’anno, ho pensato molto a te, e ho parlato molto di te, segno che forse sei un ricordo che anziché allontanarsi si fa ogni giorno più vicino.

Io, quest’anno, ho deciso di ricordarti leggendo Doonesbury, perché in fondo in fondo, anche se non l’avevo mai letto prima e nemmeno lo conoscevo allora, è tutto merito suo.

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Io, anche quest’anno, non mi dimentico di te.

Ciao Zonker, ovunque tu sia ti porto con me.

[Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.
Sabato, 24 luglio 2004]