Una canzone per te.

È dalla mezzanotte di oggi che cerco di non pensarci, da quando il suono delle email mi ha avvisato che ne era arrivata una.
Mi alzo per abbassare il volume e vedo che è una email della Zone.
Ma chi accidenti è, penso, che scrive in Zone a mezzanotte?
E poi vedo che è il reminder del tuo compleanno, che mi ricorda che se solo tu fossi ancora qui con noi oggi avresti compiuto sessantacinque anni, e che ti avremmo preso in giro dandoti del vecchietto e che tu ci avresti messo a posto con una delle tue battute sagaci, o forse, come scrive Carlo ci avresti detto che i sessantacinque anni sono una figata, ma faccio finta di non pensarci e vado a dormire.

E ora, che le email continuano ad arrivare alla spicciolata, che sono qui, con la solita accoppiata vincente, due dita di vino rosso (no che non sono un’alcolista, ho appena pranzato!) e un ricordo ingombrante che non accenna ad occupare meno spazio, penso a te.

Ecco, le solite lacrime e una canzone per te.

Io, anche quest’anno.

Enzo in Iraq

Otto anni fa non si parlava d’altro, in tv e sui giornali.
Ieri, almeno a giudicare da una ricerca su Google, nemmeno un trafiletto.
Continuiamo a ricordarti noi che ti abbiamo conosciuto e che ogni anno riapriamo una mailing list che senza di te è sempre più vuota, le persone che ti hanno amato, quelli che per un motivo o per l’altro, anche dopo la tua morte, hanno incrociato la tua vita alla loro.
Sei un ricordo ingombrante, e c’è chi preferisce fare spazio.

Io, quest’anno, ho pensato molto a te, e ho parlato molto di te, segno che forse sei un ricordo che anziché allontanarsi si fa ogni giorno più vicino.

Io, quest’anno, ho deciso di ricordarti leggendo Doonesbury, perché in fondo in fondo, anche se non l’avevo mai letto prima e nemmeno lo conoscevo allora, è tutto merito suo.

More about Doonesbury - L'integrale

Io, anche quest’anno, non mi dimentico di te.

Ciao Zonker, ovunque tu sia ti porto con me.

[Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.
Sabato, 24 luglio 2004]


Io sto con Emergency

Questa mattina è arrivata in mailing list il link per la raccolta firme a sostegno di Emergency.
Mi sono chiesta, anzi ho chiesto agli altri:

“A cosa serve? Senza polemica, io sono solidale con Emergency in tutto e per tutto, ma mi chiedo a cosa serva: la mandiamo in Afghanistan e li liberano? C’è qualcuno che non sta con Emergency (sequestratori a parte)?”

La risposta di Franco è servita a levarmi ogni dubbio:

“Bé, intanto solidarizzare con loro potrebbe essere una risposta a Frattini, che come Ministro degli Esteri potrebbe risparmiarsi di dire che “Strada fa troppa politica” (“che se poi gli rapiscono i medici s’incazza: te la cerchi e poi t’incazzi?!”).
D’altra parte c’era Frattini pure ai tempi delle “vacanze intelligenti” di Enzo in Iraq, per cui…”.

Già, c’era Frattini anche allora.

5+1.

(ci sono persone che quando le incontri cambiano la tua vita, come se avessi vinto al superenalotto)

Enzo era una persona ingombrante.
talmente ingombrante che anziché accontentarsi di lasciarmi un ricordo di sé, come tutti quelli che non ci sono più, mi ha lasciato una persona in carne ed ossa.
penso che per Chicco in fondo sia la stessa cosa; anche se a volte ce lo dimentichiamo, anche se questo pensiero non ricorre, naturalmente, in tutti i giorni della nostra vita comune, siamo l’uno per l’altro la testimonianza vivente di quello che Enzo era: una persona curiosa che amava circondarsi di persone, per conoscere, confrontare e analizzare tutti i punti di vista, tutte le situazioni, tutte quelle idee, soprattutto quelle diverse dalla sua, che altrimenti gli sarebbero sfuggiti.

amava definirsi un entomologo, studioso però dell’animale uomo e del suo animo: l’uomo con tutte le sue sfaccettature, con tutte le sue contraddizioni; l’uomo con tutte le sue mille ipocrisie e con tutte le sue meraviglie.

cinque anni fa, e un giorno, Enzo moriva in Iraq: ogni anniversario della sua scomparsa e ogni 8 ottobre, giorno del suo compleanno, le sue mailing list si aprono per ricevere messaggi che lo ricordino, ed è bello ritrovare, insieme alle persone con cui si continua ad avere un contatto quotidiano, persone che non si sentivano da un anno ma che hanno sempre vivo il suo ricordo e la voglia di continuare a condividerlo.

forse sono rimaste solo loro a ricordarlo.
forse rimarremo solo noi a ricordarlo.

una rapida ricerca su google nelle ultime 24 ore evidenzia purtroppo come l’uomo, il giornalista, il volontario della Croce Rossa, Enzo Baldoni, assassinato in Iraq il 26 agosto del 2004, sia stato completamente dimenticato dalle istituzioni e dalle testate giornalistiche.

neanche una parola, neanche un ricordo.
neanche una tomba dove portare un fiore.

anche oggi è un giorno buono per ricordare Enzo.
buono abbastanza.

google

per non dimenticare enzo

foto presa su bloghdad

quattro anni fa, la notte di quattro anni fa, eravamo incollati al televideo.
cercavamo di non trovare la notizia che invece arrivò.
quattro anni fa, la notte di quattro anni fa, giravamo per santa marinella alla ricerca di un internet point.
per poterci collegare e leggere la zone.
quattro anni fa, la notte di quattro anni fa, guardavamo tutte quelle email bianche che arrivavano.
tra lacrime e incredulità.
oggi, quattro anni dopo, voglio però ricordare solo il tuo sorriso e il tuo guardare alla vita sempre con gli occhiali rosa.
la tua curiosità che ti ha portato spesso ai confini del mondo e l’entusiasmo con il quale sei partito.
oggi, quattro anni dopo, voglio continuare a tener fede al tuo testamento e a pensare a te sempre con il sorriso.
il tuo e il mio.