Geometrie.

Ieri mattina, al mio risveglio, ho trovato un messaggio privato su aNobii.
Chi me l’aveva scritto non era né tra i miei amici né tra i miei vicini, solo una persona che ogni tanto mi è capitato di incrociare in vari gruppi di lettura e discussioni.
Una persona con la quale non ho mai avuto grandi affinità di pensiero, della quale mi sono trovata, a volte, a stigmatizzare, tra me e me, alcuni comportamenti.
Il messaggio, che non riporto per privacy e un briciolo di pudore, era, è, molto bello.
Le sue parole mi hanno toccata, per certi versi commossa, mi hanno fatta sentire compresa.
E ho pensato, per noi che incrociamo ogni giorno sui vari Social Network una quantità indefinita di persone, che quasi sempre ci limitiamo a vederne gli angoli, spesso acuti, e quasi mai le curve, che pure ci sono, esistono, morbide e sinuose.
Ho pensato che sempre più spesso dovremmo ricordarci che nessuno di noi è una figura geometrica fatta solo di angoli acuti o di spigoli, ma che dietro al prospetto ci sono sempre una planimetria, e tante morbide curve da scoprire.
Basta solo avere la voglia di scoprire tutto il progetto.

  • Gioia

    Non è facile misurare, dove non c’è volto.
    Allora, mancando quel potente strumento di decodifica che è la vista, proviamo a “vedere” nelle parole. Ma è un’impresa a dir poco ardua. Probabilmente vana.
    Discorso complesso, spesso e retorico.
    Sempre pronti a sorprendersi, questa è la frasetta del giorno nel mio pesonale Bacio perugina per la Pitta.

  • laPitta

    Hai ragione Gioia, senza sorrisi o smorfie, senza mani che si muovono, senza sguardi, senza voce… Accidenti se è difficile! Però, ogni tanto, cercare di ricordarselo, secondo me è un sano esercizio.

    Acchiappo il Bacio Perugina!

    (perché non mi logga, non riconosce la mano della padrona di casa?)

  • Cic

    Come te, … laPitta (ma sul tuo blog si può usare il tuo nome proprio?) e forse Gioia, anche io partecipo ad un GdL reale sorto fra aNobiiti (di Milano). Con alcune (tre o quattro, in particolare) è nato un rapporto di amicizia, che sta crescendo, lentamente (come avviene, dopo gli anni della giovinezza) e che si alimenta di spettacoli teatrali, cinema e cineforum, forse vacanze (il prossimo anno). Mi ritrovo a pensare (proprio ieri sera, al ritorno dall’incontro mensile) quanto siano belli questi incontri che danno spessore alle persone incontrate in rete, e quanto possano essere diverse dall’idea che uno se ne fa leggendo i loro interventi o i loro messaggi. Tuttavia ho verificato (almeno per il momento) che quelle che mi sembravano più affini o più interessanti per letture e commenti, non mi hanno deluso “dal vivo”, piuttosto è vero il contrario: ho incontrato persone speciali che sono piaciute anche ad Elisabetta, mia moglie, una vera cartina di tornasole.

    Ieri ho iniziato un libro che volevo leggere da molti anni. Te ne parlerò (no, non è possibile, te ne scriverò), perché mi ha subito fatto pensare a Irene Nemirovsky.

  • Cic

    Sorry… volevo solo registrarmi su Disqus.

  • laPitta

    Sono curiosissima di sapere qual è questo libro di cui parli!
    Anche io frequento il gruppo romano, siamo moltissimi poi, e con alcuni non c’è stato nemmeno il tempo di far nascere la curiosità virtuale, perché il passaggio al reale è stato rapidissimo.
    Però ci sono molte persone, che vivono troppo lontane per poter pensare di incontrarle a breve termine, con le quali magari ci si scontra, che istintivamente non ci piacciono, oppure che chissà perché decidiamo essere fatte in un determinato modo… e poi, magari all’improvviso, a volte ci accorgiamo che non è così, non sono quello che pensiamo che siano, che le abbiamo guardate solo da un punto di vista, che non ci siamo accorti che sono tridimensionali.
    Come vuoi: Patti, Pitta, è uguale :-)