Elogio del vivere con lentezza.

Ecco.
Non è che io voglia proprio necessariamente tirare acqua al mio mulino, ma io (io) una cosa del genere

Elogio della lentezza

Tra un libro e una crostata vivo con lentezza.

l’ho scritta proprio pochi giorni fa!

E se non ricordo male, ma la mia memoria antica se la cava ancora piuttosto bene, mentre è sul recente che perde inesorabilmente colpi, qualche anno fa scrissi addirittura un breve post sull’argomento.

Quindi, mi rilasso, in uno slancio di dinamicità scrivo in colonna su un post-it nel cose da fare assolutamente nei prossimi giorni, cerco di capire quali possano essere rimandate il più in là possibile nel tempo, respiro profondamente, mi verso un’altra tazza di tè e torno sul divano a leggere.

La crostata no, quella purtroppo non c’è, era solo uno specchietto per le allodole golose.

Il nostro amore è come Bisanzio

«Pioviggina un po’
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarla pioggia

E noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne

E un po’ ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarlo amore»

(Henrik Nordbrandt – Il nostro amore è come Bisanzio)

Campeggia oggi nella homepage di aNobii, ma io non l’ho letta che adesso; prima gli ero passata davanti distrattamente, così come quella pioggia che cade troppo poco, come quell’amore che è amore, ma non so.

Sono io, sei tu, sei tu che passi. Ogni parola è mia, è tua, è nostra.
E cento, mille storie nascono da queste parole, bellissime, semplici e tragiche, dentro a ciascuno di noi.