Une e trine.

Quando una donna si reca in quei sancta sanctorum frequentati quasi esclusivamente dall’universo maschile, che sono ferramenta, negozi per idraulici o per elettricisti, capisce tutto.
Capisce perché gli uomini non siano multi-tasking e perché per fare ciò che una donna impiega un tempo qualsiasi ‘x’ ad un uomo serva un tempo qualsiasi ‘x al cubo’.
Poniamo che una rappresentante del gentil sesso si rechi in uno di questi luoghi per comprare, ad esempio, quelle cerniere che servono per agganciare alla tazza del gabinetto la tavoletta.
Poniamo anche che la suddetta entrando venga in possesso del numero 94 mentre viene servito il numero 91.
Poniamo anche che a servire ci siano numero tre commessi.
Quanto tempo pensiate sia necessario di attesa alla gentile rappresentante prima di essere servita a sua volta?
Cinque minuti?
Dieci minuti?
Quindici minuti?
Ecco sì, forse anche venti.
Ma è chiaro sin dall’inizio, e si capisce già entrando che sarà così, perché dalla parte del bancone di questi luoghi, soprattutto quelli rivolti ai professionisti più che al dettaglio, ci sono degli sgabelli.
Per fare cosa, vi chiederete?
Be’, per sedervi, è ovvio, mica andrete di fretta, no?
Volete mettere quattro amabili chiacchiere sulle caldaie, sulla Nazionale di calcio o sulla cena che vi preparerà stasera vostra moglie di ritorno dall’ufficio dopo essere andata a portare spasso il cane, aver portato i bambini in piscina e dopo aver iniziato a fare con loro i compiti per le vacanze?