Andare partire restare e tornare.

Proprio qualche minuto fa, su Facebook, il mio amico Marco Valenti, scrive questa frase di Rudyard Kipling: «Tutto considerato, esistono due specie di uomini: quelli che restano a casa, e gli altri.»

Ed io gli rispondo così: «L’ho sempre pensato, ma la mia teoria è un po’ differente, senza conoscere quella di Kipling, magari poi coincidiamo. Io credo che ci siano persone nate per andare, girare, esplorare, ed altre, non meno importanti, che abbiano il compito di restare, consolidare, accogliere chi torna o chi arriva.»

E aggiungo: …e salutare chi parte, rassicurandolo sul fatto che, ovunque andrà, ci sarà sempre una casa pronta ad accoglierlo quando e se deciderà di tornare.

Si capisce, per caso, da questo discorso, che io appartengo alla specie che resta?

sul lettino

sul lettino dell’estetista tra uno scrub ed un massaggio olistico, quasi in totale ed assoluto relax, e prima di essere incartata nel cellophan, sento lo squillo di un cellulare.
all’improvviso una voce di uomo che dice: “sì, sono qui all’axa, a farmi le mani”.

a farti le mani?
dalla mia estetista?

insomma, proprio non li sopporto più questi signori uomini che vengono nei NOSTRI centri estetici a farsi la ceretta, le sopracciglia, le mani!!!
dove sono finiti quei tempi in cui si poteva circolare liberamente per il centro estetico in mutande se ci scappava la pipì senza dover incontrare qualche barbuto con la maschera per il viso?

cari uomini, a quando i primi centri estetici al maschile, o dovrò spingermi anch’io a farmi la tinta dal barbiere?
e, soprattutto, a quando le prime sedute anticellulite e la ricostruzione delle unghie con il gel?