Elogio del vivere con lentezza.

Ecco.
Non è che io voglia proprio necessariamente tirare acqua al mio mulino, ma io (io) una cosa del genere

Elogio della lentezza

Tra un libro e una crostata vivo con lentezza.

l’ho scritta proprio pochi giorni fa!

E se non ricordo male, ma la mia memoria antica se la cava ancora piuttosto bene, mentre è sul recente che perde inesorabilmente colpi, qualche anno fa scrissi addirittura un breve post sull’argomento.

Quindi, mi rilasso, in uno slancio di dinamicità scrivo in colonna su un post-it nel cose da fare assolutamente nei prossimi giorni, cerco di capire quali possano essere rimandate il più in là possibile nel tempo, respiro profondamente, mi verso un’altra tazza di tè e torno sul divano a leggere.

La crostata no, quella purtroppo non c’è, era solo uno specchietto per le allodole golose.

Piccole attenzioni quotidiane.

Fedele agli insegnamenti della mia insegnante di yoga che sostiene che ogni giorno ci si debba fare felici in qualche modo, dopo essermi mangiata una tavoletta di cioccolata bianca, vado a farmi un bagno caldo con tanta schiuma.
Porto con me Kindle e telefoni vari.
Indecisa se portare anche un bicchiere di vino rosso.
No webcam.

In due sul divano.

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia la zampina.

Mentre io leggo «Vita e destino», Emma dorme beatamente (russa, persino, evidentemente per restare a tema).
Ogni tanto, goduriosa, allarga le dita della zampa posteriore, senza che questo modifichi di nulla la sua posizione a ciambella.
Non so quale sarà il mio destino, ma so per certo che la sua è una gran bella vita.