Piccole sorprese.

Starnone e le mie nuove piantine grasse

Starnone e le mie nuove piantine grasse

Che poi io ci credo davvero a incroci e coincidenze, a incontri fortuiti che cambiano l’andamento delle cose, a piccoli sommovimenti che danno una svolta imprevista al quotidiano.
E quindi anche recarsi il Primo Maggio in un vivaio immerso nel verde per acquistare una rosa (e uscirne anche con due piccole piante grasse), essere invitati a sorpresa a un barbecue fra parenti e amici che la famiglia Armeni ha allargato ai pochi visitatori del momento e scoprire, mentre si percorrono le serre avanti indietro in cerca di piccoli tesori con le spine o senza, un prezioso angolo di BookCrossing dal quale sottrarre «Fuori Registro» di Domenico Starnone, per me è uno di quei piccoli e infinitesimali segni che mi rassicurano sul fatto che la vita è piena di sorprese, alcune delle quali solo apparentemente insignificanti.

green life

foto diSalem-S

Io amo le piante, il che non vuol dire che la mia capacità di prendermi cura di loro sia proporzionale agli intenti.

Ho due terrazzi pieni di vari esemplari, dai gerani all’ulivo, dalle gardenie al limone che con sorti alterne fanno bella mostra di sé, e alle quali nella bella stagione dedico buona parte del mio tempo libero, potandole, annaffiandole, concimandole ed esultando ogni volta che compare un nuovo fiore o un frutto inatteso.

fino a domenica scorsa, nel terrazzo più grande, c’era anche uno di quegli abeti natalizi che ikea mette in vendita tutti gli anni: 9,90 euro e la possibilità di riconsegnarlo la prima settimana di gennaio ottenendo in cambio un buono omaggio di pari valore.

peccato però che la fine alla quale questi alberelli, che dicono essere solo punte di abete e quindi senza radici, sono destinati, sia quella di finire triturati e nella migliore delle ipotesi diventare sacchetti di compost per altre piante!

così ho deciso di non riportarlo, e non l’ho riportato neanche alla raccolta post-natalizia dell’ama.
fino a domenica scorsa, nonostante l’assenza di radici (!), se ne è stato in terrazzo vicino al limone con quasi tutti i suoi aghi attaccati, finché dopo aver cercato di trovare una buona soluzione (avevamo anche deciso di andare a piantarlo in un pratone vicino casa, ma l’abbiamo subito esclusa sia per la fatica che per l’assenza di un impianto di irrigazione) abbiamo deciso di scrivere una email al grande parco comunale che vediamo dalla finestra di casa.
e così, domenica lo abbiamo caricato sul carrellino e a piedi lo abbiamo portato al parco di fronte, dove speriamo lo abbiano già piantato e che possa iniziare a godere di una nuova quanto mai inattesa seconda vita.