In equilibrio

Ho paura della vecchiaia, così come ho paura della morte.

Ho paura di arrivare un giorno, chissà quando e chissà come, a non essere più padrona di me stessa.

O anche, più semplicemente, più presente a me stessa.

Allo stesso tempo temo l'idea del suicidio, e temo ancor di più il fatto che in un giorno lontanissimo, possa affacciarsi come un lampo nella mia mente l'idea che questa possa essere l'unica soluzione.

Scrivo questo pensando, forse come molti oggi, a Mario Monicelli e alla sua fine.

Penso anche che in alcuni casi, in molti casi, si dovrebbe lasciare le persone che soffrono, rinchiuse in vite che non sono più vite, libere di andare.

Ma quando questa scelta è suicidio e quando invece diventa eutanasia?

Dov'è quella linea sottile che le separa e che da una parte significa solitudine, dolore e incomunicabilità, mentre dall'altra pietà e rispetto della dignità umana?

Ieri sera sentendo in diretta tv la notizia della morte di Monicelli ho provato tristezza, per la perdita di un uomo che con i suoi film ha dato moltissimo alla cultura italiana, ma quando dopo pochi minuti ho letto online la notizia del suo suicidio ho provato uno choc molto forte, una stretta al cuore…

Non riesco a pensare che il suicidio possa essere una soluzione, continuo a credere che sia un fallimento per la società e tutti coloro che restano ma, nonostante questo ne ho paura.