Saggezza metropolitana in tempo di crisi.

Dice ilChicco: ‘Moriremo prima ma almeno moriremo con la pancia piena!

(Oggi, dopo anni di Sma, un po’ di spesa al Todis)


Risveglio di un mattino di mezza estate.

I miei, che mi si accende tutte le mattina la radio sintonizzata sul notiziario di Radiodue, assomigliano sempre più a un incubo con risveglio di soprassalto, dopo che per tutta la notte (quando si accende la radio resto in uno stato di incoscienza mista a sonnolenza mista a coma per almeno una quarantina di minuti) ho smaniato e un senso di inquietudine mi ha presa per mano, accompagnata sull’orlo del baratro e spinta nel vuoto.
Spread, Spending review, Moody’s, Agenzie di rating, Crisi dell’euro, e Tassi record assumono ogni giorni di più le sembianze di mostri sottomarini che dalle acque tempestose emergono minacciosi per afferrarmi con i loro tentacoli e trascinarmi sott’acqua.
In parole povere mi sta venendo l’ansia, anche se di economia ne so come di fisica quantistica.
C’è grossa crisi, oserei dire.