più bianco non si può

sembra proprio che il bianco sia tornato di moda, io e chiccuz ne parlavamo proprio ieri. una volta il bianco era uno dei pochi colori possibili: era sempre disponibile, costava di meno, non c’erano lunghi tempi di attesa per la consegna. poi tutte le case automobilistiche, perché di auto stiamo parlando e non di abiti da sposa, si sono sbizzarrite a produrre carrozzerie con tutti i colori dell’arcobaleno, dall’arancio egoista al verde ramarro, anche se è triste (il colore!) ammetterlo, il grigio metallizzato ha sempre avuto il sopravvento. chiamiamolo grigio argento, grigio boreale, grigio perla o grigio topo, sempre grigio è: quel colore triste e impersonale, quel non colore che mette al sicuro da qualsiasi scelta troppo azzardata, quel colore che si sceglie quando non si ha voglia di scegliere: poco impegnativo e che va su tutto.
ma il bianco…ah, il bianco! il colore delle prime cinquecento, la bianchina…e poi vuoi mettere il costo della vernice in caso di tamponamento? pensare che quando uscì la twingo in italia per le prime due versioni il colore bianco non lo producevano nemmeno!
e adesso, già da un po’ a dire la verità, ricominciano a vedersi parecchie auto bianche; proprio oggi ne ho incrociata una, bmw serie quattro cinque o sei fresca di concessionario, con tamarro incluso in perfetto stile: quindi ormai è moda.
naturalmente, sono pronta a scommetterci, saranno già pronti chili di vernici biancopanna, biancolatte, biancoiridescente, biancoluminoso, biancoperla, bianconeve, biancoavorio, biancopiùbianco, biancoscuro e bianco metallizzato e milioni di brochure pubblicitarie per convincerci che andare in bianco è bello.

non ce la faccio piùuuu!

(da leggersi con lo stesso tono di magda nel film bianco rosso e verdone)

stasera, uscendo dall’ufficio dopo un’altra di quelle giornatine da dimenticare, la twingo non è partita.
ed è la seconda volta in meno di un mese.
ora, lei è sempre blu e io sono sempre della bilancia.
una delle due deve cambiare: e quella non sarò certo io.

se me lo dicevi prima

caro ricercatore britannico, se me lo dicevi prima non sarei stata costretta ad andare a singhiozzo su e giù per la corsica per colpa della bobina.
se me lo dicevi prima non avrei dovuto cambiare per due volte i dischi dei freni nell’arco di due giorni.
se me lo dicevi prima forse non si sarebbe depresso un sensore.
e, sempre forse, se me lo dicevi prima non si sarebbe rotta la pompa dell’acqua, non si sarebbe accesa la spia dell’olio e non avrei dovuto chiamare il carro attrezzi.
se me lo dicevi prima, caro il mio ricercatore britannico, il segno zodiacale non avrei potuto cambiarlo, ma anziché blu l’avrei presa rossa, oppure nera, oppure grigio argento che va sempre con tutto e avrei vissuto sei anni molto meno movimentati :-)