sicuro di voler vuotare il cestino?

ieri sera ero a casa di mamma, dove non abito più da poco più di tre anni, e pensavo a quanto siano strani i giri che a volte fa la memoria.
eravamo in cucina chicco ed io e non riuscivamo ad accendere i fornelli; io guardo rapidamente la manopola del centrale del gas e gli dico che è aperta. lui invece, testardo come quel mezzo scorpione che è (l’altra metà fortunatamente è sagittario che altrimenti chissà come andrebbe a finire!), la gira lo stesso e io sto per dirgli che io in questa casa ci ho vissuto per più di trent’anni, che lo saprò io se il centrale del gas è chiuso o aperto, che…e invece la fiamma si accende e allora, in un attimo, mi avvolge la malinconia e penso che ho dimenticato, che quel gesto che ho fatto in automatico tutti i giorni per più volte al giorno, la mia memoria ha deciso che non era più necessario conservarlo e l’ha cancellato.
e io mi sento defraudata, derubata di un pezzetto di me, di un pezzetto che nonostante siano passati più di tre anni continua a voler abitare tra quelle mura.
qualche ora dopo siamo di nuovo lì, chicco ed io, e ci prepariamo ad andare a dormire; siamo in bagno, ci laviamo i denti, io mi metto in pigiama.
uscendo nel lungo corridoio io vado a sinistra, verso la cucina, e lui a destra, verso la camera da letto.
la casa è buia, è quasi l’una di notte e mamma dorme, e io gli dico di spegnere pure la luce.
cammino al buio toccando lo stipite della porta della camera di mamma, poi seguendo la carta da parati lungo il muro arrivo allo stipite della porta della cucina e infine, con un ultimo gesto, accendo la luce della camera di ale, infilando la mano sotto la presa e dentro di me penso che sì, un pezzetto di me invece è ancora lì e che ci abiterà per sempre.
ripercorro al buio il corridoio, raggiungo chicco in camera mia e sorridendo vado a dormire.

6 thoughts on “sicuro di voler vuotare il cestino?

  1. io conosco troppo poco di te per capire a fondo tutto quel che racconti in queste righe, ma tenevo a dirti che mentre le leggevo hai fatto sorridere anche me. Un sorriso d’affetto e tenerazza.

    grazie, laPitta.

  2. …io invece ti conosco troppo bene e capisco pienamente quello che racconti….anche perchè quei gesti, quella sensazione tattile e non solo di appartenenza la provo ogni volta che rientro li!!Bacioni!

  3. @massimo grazie, anche se quella tenerazza un po’ mi preoccupa 🙂

    @sorella meno male che condividi, vuol dire che non sono matta 🙂

  4. (e poi, che razza d’atteggiamento è questo, Noi sappiamo a voi no. Ma insomma! Diteci, diteci. Siamo curiosi, vogliamo sapere tutto! ;))

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