Con i minuti contati

Ore 18:53: telefonata del marito che avvisa che di lì a qualche minuto uscirà dall’ufficio per tornare a casa.

Rifletto un paio di minuti e mi dico: ho tutto il tempo per farmi una doccia e preparare la cena.

Ore 19:forse05: telefono alla mamma (per evitare che si preoccupi chiamandomi quando sono sotto la doccia in caso di mancata risposta) e le dico che sto andando a farmi una doccia.

Ore 19:forse10: sono sotto la doccia.

Ore 19:15: sono sotto la doccia e mi sto insaponando i capelli, quando suona il cellulare.
È inequivocabilmente il suono di colui che ha già telefonato alle ore 18:53; tralascio la trascrizione di quello che ho pensato (Paperino avrebbe detto più o meno: @[email protected]) e penso che accidenti sono costretta a rispondere, perché: se non rispondo al cellulare passerà a chiamare il fisso, se non risponderò neanche al fisso si preoccuperà (siamo una famiglia di gente che si preoccupa).

Ore 19,25: dopo aver urlato al vivavoce STO SOTTO LA DOCCIA per almeno tre volte senza riuscire ad udire risposta, riesco finalmente a finire ‘sta benedetta e rilassantissima doccia e ad uscire.

Ore 19:30: penso che Murphy sia stato un fottutissimo sottovalutato genio.