Con un velo di crema solare sul viso.

A fine giornata, dopo aver spostato piante e rinvasato piante, traslocato hibiscus amaryllis e agapanthus da un terrazzo all’altro, con i piedi neri e le unghie orlate di terra, potato e spazzato per terra, decido finalmente di aprire la sdraio colore blusbiaditodalsole, che deve aver lasciato qui Eloisa quando ha traslocato ormai otto anni fa, sedermici e chiudere gli occhi.
Il desiderio è quello di catturare qualche raggio di sole e lasciare andare i pensieri dove non so, perché i pensieri sono così, tu inizi a pensarli e loro dopo vanno dove gli pare, ma non è così perché l’aria è troppo fresca, sono passate da un po’ le cinque, e anche la felpa lilla che ho messo sopra la canottiera da giardiniera non basta a scaldare, così come non scalda più il sole che continua a nascondersi e a fare capolino da dietro le nuvole, e allora penso che è troppo tardi per dare un senso a quel velo di crema solare sul viso e per lasciare andare i pensieri dove vogliono loro, e così li riacchiappo, i pensieri, e mi siedo in poltrona, a leggere.
Adesso tuona, piove, ogni tanto si vede un lampo illuminare il cielo.
Sembra un temporale estivo e invece è solo primavera.