C’è vento.

Tornando a casa, mentre cerco inutilmente di dare un senso a un’uscita che mi era sembrata davvero avvilente essendosi conclusa con una rapida tappa da Acqua & sapone per acquistare gel e carta igienica, dopo la fallimentare missione cioccolata (sembra che le due cioccolateria di zona, aperte da pochissimo tempo, abbiano deciso entrambe di scegliere il giovedì come giorno di chiusura), mentre sono al volante incrocio un signore di un’età indefinita dai capelli rosso carota (sto guidando, non è che possa cogliere al volo tutti i dettagli) che cammina controvento sul marciapiede alla mia destra, proprio nel momento in cui il suo riporto svolazza modello ala dalla parte opposta a quella in cui abitualmente è collocato.
Poco più avanti, alla fermata dell’autobus, un gruppo di ragazzi ride. Chissà perché.
E penso: ma quanto siamo ridicoli quando vogliamo a tutti i costi apparire altra cosa rispetto a quello che veramente siamo?

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