[...] ha ragione lei. non cresce più. almeno da due settimane o forse da tre. [...] non ho risposto nulla. non ho fatto un gesto. non ho battuto un ciglio. sono rimasta lì con un corpo che era pietra e silenzio. anche il cervello era pietra e silenzio. non vi si annidava un pensiero, una parola. l’unica sensazione era un peso insopportabile sopra lo stomaco, un piombo invisibile che mi schiacciava come se il cielo mi fosse precipitato addosso: senza far rumore “.

“[...] sono giorni che te ne stai chiuso lì dentro, senza vivere e senza andar via. allo stesso tempo, però, non ho alcuna fretta di toglierti e sarebbe difficile individuarne il motivo. forse l’abitudine a stare insieme, addormentarci insieme, svegliarci insieme, sapermi sola senza essere sola? forse il sospetto illogico che si tratti di un errore e convenga attendere ancora? o forse perché tornare ad essere quella che ero prima di te non mi interessa più? mi piaceva essere l’unica padrona della mia vita ed ora che lo sto per tornare, semplicemente non mi interessa più “.

  • anonimo

    Brani di “Lettera ad un bambino mai nato”? Anche se mi ricordano anche un libro di Dacia Maraini… un abbraccio :-)

  • laPitta

    @ stella, che brava! un abbraccio anche a te. (qual era il libro della maraini: un clandestino a bordo?)

  • anonimo

    Risposta esatta! Ma come siamo brave… :-)

  • urlosottovoce

    anche io ho subito pensato al libro della Fallaci